PINOCCHIO, LA FAVOLA DI NATALE PER GRANDI E PICCOLI FIRMATA GARRONE

Il racconto di Collodi non poteva trovare rilettura più bella. Vorrei dirvi in due parole quanto è bello davvero. Non è un film, è un gioiello. Non è una fiaba, ma un capolavoro. Una ricetta uscita fuori ottimamente mettendo il meglio degli ingredienti del nostro cinema italiano. Un grandissimo Roberto Benigni nei panni di Geppetto, un eccellente Gigi Proietti, che è Mangiafuoco, i fratelli Massimiliano  e Gianfranco Gallo, la simpaticissima Maria Pia Timo, in una parte che esula dalla mente collodiana, ma che avrebbe avuto un tributo di enorme ammirazione per quella lumaca-cameriera della Fata Turchina, il quant’è bravo, quant’è bravo, Davide Marotta, nella parte del Grillo Parlante (che parla agli adulti servendosi di Pinocchio!), ma tutti, tutti, alla fine regalano la commozione di un messaggio unico: facendo il bene da persone di legno diventiamo umani, amando, il cuore si rinnova e risorge a vita nuova. Solo l’amore di mastro Geppetto che desiderava un figlio arrivò a ricavarlo da un pezzo di legno, ma non si diventa buoni da soli ed allora ecco la prova più grande nella vita: meritare le cose!

Grazie Matteo Garrone, il tuo film sarà a #Natale il regalo per piccoli e grandi. Non sei mai banale, mai scontato, una sorpresa continua. É, riuscito a passare dalla durezza di Dogman alla dolcezza di Pinocchio.

Possiamo dire davvero che è un regista completo, un maestro di storie, una bravura tale da saper gestire i sentimenti più duri e crudi fino all’onirico Basile e poi Collodi.

Matteo Garrone si prende un paio di licenze cinematografiche nella storia, ma mai come in questo caso, sarà per impreziosire ed emozionare ancor più gli spettatori. La Fata Turchina dal volto della Lollo? Dimenticatela, qui è davvero unica e non la rimpiangerete.

La storia originale resta in piedi ma resa ancora più bella. Il modesto falegname, che non ha soldi ma un cuore ricco d’amore ed il desiderio di un figlio. Mentre scolpisce quel legno lo lavora nell’anima, ma il piccolo…non ha la mitezza paterna…ed allora cominciano le amare e dolci avventure insieme, che porteranno Pinocchio ovunque. Attraverserà prove e malfattori. Troverete ancora una volta il gatto e la volpe dai volti di Rocco Papaleo e di Massimo Ceccherini, che stupisce per il talento artistico venuto fuori, ah proposito, firma con il regista la sceneggiatura!

L’attore toscano è l’imbroglione con il suo socio felino e rende unica la parte. Anche stavolta il burattino è imbrogliato nonostante i buoni avvertimenti del Grillo Parlante, ma è tra i tanti errori commessi che scolpirà alla fine se stesso nel passaggio difficile da ribelle a buono. Ritroveremo in due ruoli l’attore partenopeo in ascesa nel cinema nostrano: Massimiliano Gallo, direttore di un circo e becchino. Anche quando appare per poco tempo nelle scene lascia il segno.

E Maria Pia Timo la ricordate? La bionda, che vestita a pois, a bordo di una vespa gira le case per farsi raccontare le ricette delle nonne? Il ruolo assegnatole da Garrone la farà emergere alla grande, buca il video sempre, per simpatia ma ora pure per la recitazione originale. Siamo sicuri che per lei arriveranno tanti altri ruoli ancora. Da conduttrice a cantante ed ora pure valente attrice.

E’ un Pinocchio che ci piace. Domina un grandioso Roberto Benigni, così tenero, così amorevole e commovente insieme che arriva a spogliarsi di tutto per quel figlio ingrato che inseguirà fino in capo al mondo. Ancora una volta è padre sul grande schermo ed ancora una volta ci fa venire le lacrime agli occhi. Per quell’amore grande per quel pezzo di legno lavorato. Ma è uscito dalle sue mani e non può rinnegarlo. L’amore che insegue l’ingratitudine con il più bello dei finali. Grazie Matteo Garrone per questo regalo. Ogni film che doni è prezioso della tua attenzione, che si rivela in ogni particolare. Rendi onore al cinema italiano. La realtà è troppo dura e con questi gioielli cinematografici ci fai volare.

Dal 19 dicembre al Cinema!

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